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La Sartiglia di Oristano: Storia, Rito e Simboli

Tra l’ultima domenica e il martedì di Carnevale, ad Oristano, una piccola citta nella costa ovest della Sardegna, è possibile compiere un vero viaggio nel tempo. La città diventa teatro di una delle più antiche e complesse manifestazioni equestri del Mediterraneo: la Sartiglia. Qui Carnevale e Sartiglia coincidono, fino quasi a confondersi, perché la giostra non è soltanto una festa, ma un rito collettivo che intreccia storia medievale, memoria agricola e simbolismo arcaico.

La Sartiglia è una corsa rituale a cavallo in cui i cavalieri, mascherati e bardati, tentano di infilzare con la spada o con su stoccu una stella sospesa lungo il percorso. Ma ridurla a una competizione sportiva sarebbe fuorviante: ciò che va in scena è una cerimonia di rigenerazione, un atto propiziatorio legato alla fertilità della terra e al ciclo delle stagioni.

Nota:nel 2026 si terra domenica 15 e martedì 17 febbraio.

Origine del nome Sartiglia e radici medievali

Il termine Sartiglia deriva dallo spagnolo sortija – anello – a sua volta collegato al latino sorticula, diminutivo di sors, fortuna. L’idea del destino e della buona sorte è quindi inscritta nel nome stesso della giostra.

Le sue origini vanno ricercate nei tornei cavallereschi e nei giochi militari medievali, diffusi in Europa a partire dall’XI secolo. Secondo molti studiosi, tali pratiche giunsero in Occidente attraverso i Crociati, che le appresero nel confronto con il mondo islamico. In origine erano esercizi di addestramento per le milizie; con il declino della funzione bellica della cavalleria, queste prove persero il loro valore militare e si trasformarono gradualmente in spettacoli pubblici.

Tra XV e XVI secolo le corse all’anello divennero eventi celebrativi, offerti da sovrani, feudatari o corporazioni di mestiere in occasione di feste religiose, matrimoni dinastici o avvenimenti politici. La Sartiglia di Oristano si inserisce pienamente in questo contesto storico.

Oristano tra Arborea e dominazione spagnola

Non possediamo documenti medievali che attestino direttamente la Sartiglia, ma i frequenti contatti del Giudicato d’Arborea con la penisola italiana e con la Spagna rendono plausibile la conoscenza e la pratica di giochi equestri da parte delle élite oristanesi già nel XIII e XIV secolo.

Durante la dominazione spagnola, le giostre cavalleresche sono ampiamente documentate nelle principali città regie della Sardegna, come Cagliari, Sassari, Iglesias e Oristano. Esse celebravano eventi solenni e rafforzavano il legame tra autorità politica e comunità urbana.

La più antica attestazione certa della Sartiglia risale al 1547-1548, quando un registro della consiglieria cittadina documenta una spesa sostenuta dal Comune di Oristano per una Sortilla, probabilmente organizzata in onore dell’imperatore Carlo V. In origine, dunque, la giostra sembra essere stata promossa dall’istituzione municipale, per poi passare, nei secoli successivi, sotto la responsabilità delle corporazioni di mestiere.

Dai nobili al popolo: l’evoluzione sociale della Sartiglia

Nel corso del tempo la Sartiglia attraversò una profonda trasformazione sociale. Da manifestazione aristocratica, riservata ai ceti nobili, divenne progressivamente una festa cittadina, aperta a strati sempre più ampi della popolazione. Questo processo si consolidò tra XVII e XVIII secolo, quando la giostra assunse una struttura più definita e ritualizzata.

Un documento del 1722, relativo ai festeggiamenti per le nozze di Carlo Emanuele di Savoia, testimonia per la prima volta la corsa alla stella nella forma oggi conosciuta. In quell’occasione Oristano divenne un grande palcoscenico barocco, animato da mascherate, cortei e competizioni equestri che coinvolgevano anche contadini e artigiani.

È proprio in questo periodo che la Sartiglia di Carnevale sembra assumere un carattere stabile, con un’organizzazione affidata ai gremi e con una chiara funzione rituale legata alla prosperità agricola.

I Gremi: custodi della tradizione

I gremi erano antiche corporazioni di arti e mestieri, nate in Sardegna sotto la dominazione aragonese. A Oristano ne esistevano sette; oggi ne sopravvivono tre, ma solo due sono direttamente legati alla Sartiglia:

  • Gremio dei Contadini, sotto la protezione di San Giovanni Battista, organizzatore della Sartiglia della domenica;
  • Gremio dei Falegnami, sotto la protezione di San Giuseppe, responsabile della Sartiglia del martedì.

I gremi non si limitano a curare l’evento nei giorni di Carnevale: la loro attività dura tutto l’anno e garantisce la continuità della tradizione, indipendentemente dalle condizioni economiche o sociali. Ogni anno vengono nominate le massime cariche, cui spetta la scelta del protagonista assoluto della giostra: su Componidori.

Su Componidori: il Signore della Festa

Al centro della Sartiglia vi è una figura unica e ambigua: su Componidori. Non è semplicemente un capocorsa, ma un essere simbolico, uomo e donna insieme, sospeso tra umano e divino. La sua nascita rituale avviene durante la vestizione, una cerimonia pubblica e solenne, carica di significati arcaici.

Dal momento in cui sale su sa mesitta, il tavolo-altarino della vestizione, su Componidori non può più toccare terra. Vestito dalle massaieddas, giovani donne in abito tradizionale, e segnato dalla maschera impenetrabile, egli perde la sua identità individuale per diventare tramite di fertilità e fortuna per l’intera comunità.

Solo nel XX secolo il ruolo, un tempo riservato ai nobili, si è aperto ad altri ceti sociali; nel 1973 una donna ha per la prima volta vestito i panni di Componidori.

Ritmi, suoni e cerimonialità

Tamburi e trombe scandiscono ogni fase della giostra. I loro ritmi non sono semplici accompagnamenti musicali, ma segnali rituali e funzionali: annunciano l’arrivo dei cavalieri, regolano il tempo della corsa, proteggono il pubblico.

Dal 1861, per decreto regio, i trombettieri eseguono le prime note dell’inno del Regno d’Italia, a testimonianza del riconoscimento ufficiale della Sartiglia come festa di rilievo nazionale in Sardegna.

La corsa alla stella e le pariglie

Il momento centrale della giostra è la corsa alla stella. Su Componidori, seguito dai suoi luogotenenti e dagli altri cavalieri, tenta per primo la sorte, lanciandosi al galoppo con la spada tesa verso la stella sospesa. Il numero di stelle centrate è tradizionalmente interpretato come presagio dell’annata agricola.

Conclusa la corsa alla stella, la Sartiglia prosegue con le pariglie, spettacolari evoluzioni acrobatiche di terzetti di cavalieri lanciati al galoppo. Qui la competizione individuale lascia spazio alla prova collettiva, esaltando l’affiatamento tra uomini e cavalli.

Simboli e significati

Ogni oggetto della Sartiglia è carico di valore simbolico:

  • la stella, obiettivo della corsa, rappresenta la fortuna e il destino;
  • sa pippia de maju, scettro floreale del Componidori, richiama la primavera e la fertilità;
  • sa spada e su stoccu, strumenti della prova, distinguono abilità, perizia e prestigio.

La Sartiglia appare così come un raro esempio di ritualità pagana sopravvissuta, innestata su un calendario cristiano e reinterpretata nei secoli senza perdere la propria forza simbolica.

Oristano e la memoria viva

Ogni anno, per due giorni, Oristano diventa il cuore pulsante della Sardegna. Lungo le vie ricoperte di terra e paglia, tra urla, applausi e zoccoli, si depositano secoli di storia. La Sartiglia non si consuma: si rinnova. È una pausa nel tempo ordinario, un ritorno ciclico a un rito che parla di speranza, di abbondanza e di identità.

Più che una rievocazione medievale, la Sartiglia è una memoria vivente. Un gesto antico che continua a interrogare il presente, ricordando che, prima di essere spettacolo, era – ed è ancora – un atto sacro.


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Fonti e approfondimenti

Sito ufficiale della Sartiglia, dove è possibile vedere la diretta dell’evento di domenica 15 e martedi 17 febbraio 2026 https://www.sartiglia.info/


Glossario
  • Sartiglia
    Antica giostra equestre di origine medievale che si svolge a Oristano durante il Carnevale.
  • Su Componidori
    Figura centrale della Sartiglia. Cavaliere mascherato che guida la corsa, consacrato con un rito solenne.
  • Vestizione
    Rito pubblico e altamente simbolico che precede la Sartiglia. Durante la vestizione, Su Componidori viene trasformato da uomo a figura rituale, al di fuori del tempo ordinario.
  • Sa Stella
    Stella forata sospesa lungo il percorso. I cavalieri cercano di infilzarla con la spada o lo stocco: il numero di stelle centrate è tradizionalmente considerato un presagio per l’annata agricola.
  • Pariglie
    Evoluzioni acrobatiche a cavallo eseguite da gruppi di tre cavalieri lanciati al galoppo. Rappresentano uno dei momenti più spettacolari e pericolosi della Sartiglia.
  • Gremio
    Antica corporazione di mestiere. La Sartiglia è organizzata storicamente dai Gremi di San Giovanni e di San Giuseppe.
  • Carnevale di Oristano
    Periodo festivo in cui la Sartiglia rappresenta l’evento centrale, al punto che Carnevale e Sartiglia finiscono per coincidere nella percezione collettiva.
  • Maschera
    Elemento essenziale della Sartiglia. La maschera annulla l’identità individuale del cavaliere e lo inserisce in una dimensione rituale e impersonale.

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